ROI vs ROE e l’infinito

L’acronimo ROI significa Return On Investment ovvero ritorno sull’investimento. Con il termine ritorno si intende ovviamente il denaro, dunque il ROI in pratica indica in percentuale quanti soldi il denaro investito genera in un investimento.

Viene calcolato con la seguente formula:

ROI = Ricavato/Investito x 100

L’acronimo ROE significa Return On Equity ovvero ritorno sul capitale proprio. Con il termine capitale si intendono i nostri soldi, ovvero quelli che abbiamo investito personalmente esclusi quelli che ci siamo fatti prestare, dunque il ROE in pratica indica in percentuale quanti soldi il nostro denaro genera in un investimento. Viene espresso secondo la seguente formula:

ROE = Ricavo / Capitale Proprio x 100

Ad esempio durante la compravendita di un immobile acquisto un immobile a €100.000 (costi accessori compresi: notaio, agenzia, tasse varie per la compravendita) chiedendo un mutuo di € 80.000 e mettendo di mio € 20.000. Vendendo questo immobile a € 140.000: il ROI è del 40% mentre il ROE è del 200%.

Ti sarà ormai chiaro dopo aver letto questo esempio che il ROI esprime il guadagno rispetto al costo totale dell’investimento, invece il ROE esprime il guadagno rispetto al costo personale dell’investimento.

Il ROI ed il ROE sono due parametri molto importanti all’interno di un bilancio, lo sono anche in Borsa, si pensi ad esempio che il P/E ovvero il Price per Earnings, uno dei parametri principali dell’Analisi Fondamentale, è proprio l’inverso del ROI.

Per concludere una curiosità sul ROI e sul ROE: mentre il ROI non può essere infinito, il ROE può essere infinito. Può accadere quando in un investimento ci facciamo prestare tutti i soldi necessari per l’operazione e quindi qualsiasi cifra che guadagneremo renderà il ROE infinito, proprio perchè di capitale nostro non abbiamo investito nulla. Questa viene chiamata leva finanziaria ed è su questa leva che si basa la generazione di grandi capitali.

Ricavo, costo (spesa) e guadagno

La spesa è ciò che un commerciante spende per acquistare la merce, inclusa la somma dei costi incluso trasporto, stoccaggio ed eventuali diritti dovuti al portale di vendita.

Il ricavo è ciò che incassa il commerciante quando rivende la merce.

Il guadagno è l’aumento praticato dal commerciante sul prezzo d’acquisto.

Vediamo le formule per calcolare il ricavo, la spesa e il guadagno.

ricavo = spesa + guadagno

guadagno = ricavo – spesa

spesa = ricavo – guadagno

La perdita si verifica nel malaugurato caso in cui la spesa è superiore al ricavo.

Non credere a tutto

Bufale, cicap, terrapiattisti, complottisti filosofi della domenica.

La realtà non esiste lo diceva anche un luca famoso.

Come calcolare il ricarico ed il guadagno dei vostri prodotti

Che cosa è il ricarico?

È la maggiorazione che il commerciante applica al costo di acquisto per determinare il prezzo di vendita.
Il ricarico è dato dalla differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto del prodotto.
Entrambe le voci vanno considerate al netto dell’IVA se si lavora in regime ordinario di partita IVA e quindi in tutte le sociatà di qualsivoglia natura oppure iva inclusa se si è scelto di aderire al regime di tassazione forfettario.
A titolo esmplificativo ipotizziamo di acquistare un bene a 100 euro + IVA e di rivenderlo a 150 euro + IVA il ricarico è pari a 50 euro.

Il ricarico in percentuale

Il ricarico viene spesso espresso in percentuale.
Si calcola così:

guadagno (ricavo-costo) x 100 = 50 x 100
costo 100

quindi in questo caso il ricarico è del 50%.

La differenza tra ricarico e margine

Questi due termini vengono spesso ritenuti sinonimi. È sbagliato. Volgarmente vengono chamati percentuale a salire ed a scendere.
Il ricarico fa riferimento al costo, mentre il margine al ricavo.

Il margine quindi si calcola con questa formula:

guadagno (ricavo-costo) x 100 = 50 x 100
ricavo 150

Nel caso visto sopra il margine è del 33,33% .

È chiaro, quindi, che il margine sarà sempre più basso del ricarico, avendo come base di calcolo il ricavo invece del costo.

Maja Nakielska 125ml.cieplej wody
125ml.cieplego mleka10g.swiezych drozdzy
Lyzka cukru
50g oliwy z oliwek
O,5lyzki soli
400g.maki
Wode,mleko,drozdze,cukier,oliwe wymieszac,dodawac stopniowo make,pol łyżki soli i wyrobic na kulke.Przykryc follia i sciereczka i odstawic do wyrosniecia na 40 minut.
Po tym czasie rozwalkowac na okolo pol cm.i wykrawac krazki o srednicy 12 cm.
Ulozyc na blaszce i ponownie odstawic do wyrosniecia na 60-90minut.palcem porobic dziurki i posypac delikatnie sola.
Piec w temp.180 stopni OK.20-25minut.
Po upieczeniu posmarowac woda.

Perche l’italiano si parla solo in italia?

Non è così. È anche una delle lingue ufficiali della Svizzera (sebbene sia la lingua ufficiale in soli 2 cantoni – Ticino e Graubünden – su 26).

L’italiano è parlato anche in alcune parti della Slovenia e della Croazia, a Malta e, naturalmente, a San Marino e Città del Vaticano, che sono microstati situati sulla penisola italiana.

La sua area di distribuzione è puramente geografica (penisola italiana e territori confinanti). Il motivo per cui non è più diffuso nel resto del mondo (senza contare le comunità di discendenti di migranti italiani) è probabile perché a differenza di altri grandi paesi in Europa come Spagna, Francia e Regno Unito, l’Italia non è stata una potenza coloniale, troppe lotte intestine di potere per poter pesnare di proseguire con le conquiste all’estero.

La diaspora italiana ha avuto un importanza storica e sociale, ho deciso di includere qualche informazione in più sui paesi che ospitano importanti comunità di origine italiana.

Si ricontrano quindi in Brasile, Argentina e Stati Uniti le più grandi comunità di immigrati italiani che continuano a parlare italiano.

Ricette per polacchi in italia 4

1 kg ziemniaków, 3 łyżki mąki ziemniaczanej, 1 łyżka mąki pszennej, 1 jajko, sól do smaku… Farsz: 300 gr. mięsa mielonego, 1 cebula, 1 jajko,2 łyżki bułki tartej, przyprawy. Pół ziemniaków ugotować i wycisnąć przez praskę, drugą połowę zetrzeć na tarce o drobnych oczkach, dobrze odcisnąć z namiaru wody, dodać do gotowanych ziemniaków razem z mąką i jajkiem, wyrobić ciasto. Mięso mielone podsmażyć z cebulą na oliwie, gdy wystygnie dodać jajko i bułkę tartą, doprawić do smaku i wyrobić farsz. Z ciasta odrywać niewielkie kawałki, uformować placuszki, nałożyć na środek farsz, dobrze zlepić i formować kulki. Posypywać mąką żeby się nie lepiły. Gotować w o solonym wrzątku przez 10 min. aż do wypłynięcia na powierzchnie. Gotowe okrasić podsmażoną cebulą i boczkiem.

Upiec 3 placki

Upiec 3 placki dodając do 1 pół szklanki wiórek kokosowych, 2 pół szklanki suchego maku, 3 pół szklanki mielonych orzechów włoskich. Porcja na jedno ciasto: 4 jajka ubić ze szczyptą soli i 1 szklanką cukru na puch, dodać 3/4 szklanki przesianej mąki z 1 łyżeczką proszku do pieczenia i 4 łyżki wody z jednym dodatków. Delikatne wymieszać. Piec w temp.180 stopni około 30 minut.Wszystkie 3 placki ponczujemy przegotowana wodą z sokiem z cytryny ( 2 cytryny i 2 szklanki wody , nie slodzimy ). Masa : 1/2 l mleka, po 2 łyżeczki z lekkim czubkiem mąki pszennej i ziemniaczanej, 1 cukier wanilinowy i około 6 łyżek cukru, 2 żółtka, 1 masło Ugotować budyń i wystudzony utrzeć z masłem Przełożyć placki .Wierzch też lekko posmarować i posypać tartą czekoladą. Kroić dopiero następnego dnia.Przepyszny. SMACZNEGO.